Fermate quella pala! Sono resti romani. Cosa stanno trovando. Cosa c’era e come funzionava

I direttori del cantiere hanno immediatamente capito cosa stava avvenendo. Così, nei giorni scorsi, hanno bloccato gli scavi per evitare problemi con la Soprintendenza. I lavori sono stati fermati. La struttura complessa rinvia certamente a un modulo preciso della romanità.

Dai primi sopralluoghi risulta evidente che i lavori per la realizzazione di 91 appartamenti hanno permesso di imbattersi in una struttura termale. Si tratta ora di capire se fossero i bagni di una villa o una piccola parte di una struttura pubblica Terme pubbliche, balnea o strutture private di una villa? E’ presto dirlo. Gli scavi stanno proseguendo. La notizie è stata data dal quotidiano Turkiye Today

Secondo quanto emerge dalle prime dichiarazioni degli archeologi turchi, che parlano di stabilimento balneare di epoca romana, il ritrovamento potrebbe riguardare una struttura piuttosto ampia. Vanno infatti considerate anche le rilevanti strutture murarie.

Bolu – che si trova nella Turchia del nord a un’altezza di circa 700 metri sul livello del mare – ospita altre importanti rovine dell’epoca romana, tra cui un tempio sulla collina di Hisar, un teatro nelle vicinanze e i resti di un anfiteatro a sud, anche se gran parte di essi è andata perduta nel tempo.

Durante il periodo Romano fu conosciuta con il nome di Claudiopolis, denominazione che le fu conferita per onorare l’imperatore Claudio.

In questa città dell’impero romano era nato il 27 novembre del 110 o 111 d. C., Antinoo, che avrebbe avuto una relazione sentimentale e amorosa con l’imperatore Adriano. Quanto il giovane morì prematuramente venne divinizzato dal suo illustre amante, che ne promosse il culto.

Terme pubbliche, balnea e bagni privati

Le terme romane rappresentavano molto più di semplici edifici pubblici: erano centri vitali di vita sociale, rilassamento e cura del corpo nell’antica Roma. Originariamente sviluppatesi intorno al II secolo a.C., queste strutture si differenziavano dai più modesti balnea gestiti privatamente da imprenditori.

Nelle case e nelle ville si ricavavano spesso spazio per un’area termale commisurata alla ricchezza e alle esigenze dei proprietari. Anche in questo caso c’erano aree riscaldate dall’ipocausto – riscaldamento pavimentale – e vasche per l’acqua calda e per l’acqua fredda.

Nelle terme pubbliche, uomini e donne godevano di spazi separati per bagni e attività, creando una cultura sociale vivace. Originariamente localizzate vicino a sorgenti di acqua calda o con proprietà curative, le terme si svilupparono progressivamente anche all’interno delle città durante l’età imperiale. Questo fu reso possibile dall’avanzamento delle tecniche di riscaldamento delle acque, che impiegavano focolari sotterranei per creare ipocausti, sistemi di riscaldamento che diffondevano aria calda sotto le pavimentazioni.

L’organizzazione interna delle terme includeva una serie di stanze: dal frigidarium, con acqua fredda e copertura a cupola, al calidarium, orientato a sud per beneficiare del sole e dotato di bagni di acqua calda. Tra queste stanze, probabilmente si trovava il tepidarium, mantenuto a temperatura moderata per favorire il rilassamento. Le terme offrivano anche la possibilità di praticare il “circuito termale”, un’esperienza che includeva l’alternanza tra caldo e freddo, simile all’attuale sauna finlandese.

Questi complessi erano veri e propri monumenti all’interno della città, con versioni più semplici per la plebe e altre più lussuose per i patrizi. Il loro funzionamento richiedeva una grande forza lavoro di schiavi per gestire il rifornimento di legna e la regolazione del calore necessari per riscaldare le acque.

Fonte Turkiye Today

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Redazione
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