Press "Enter" to skip to content

Stile Arte

A Lissone la ricerca creativa di Michael Rögler

"K" è la prima antologica italiana dell’artista tedesco Michael Rögler (Mainz, 1940), che presenterà una ventina di opere in grado di ripercorrere la sua ricerca creativa, dalla fine degli anni sessanta fino ai nostri giorni, ispirata dalla pittura gestuale dell’espressionismo astratto americano e dalle Ninfee di Monet. Nelle sue tele, Rögler trasfigura la natura in colore puro, o meglio in pura luce. La sua pittura, infatti, non abolisce l’immagine ma la rende indeterminata, fino a diventare un vibrante campo cromatico.

Pier Toffoletti, la bellezza dinamica del Bodysplash

!Nella nuova figurazione attuale, sono arrivato ad eliminare la materia e lavorare con grandi pennelli, in modo dinamico e casuale, con abbondanza di colore per creare una base per niente adatta a realizzarci sopra un figura leggibile. Ma è proprio questo che mi attira, intestardirmi per venirne a capo, affrontare e risolvere ciò che, normalmente, si ritiene non fattibile".

Ritratti di donna in mostra a Lecce

Accanto ad un capolavoro di Giorgio de Chirico, altre grandi opere che dal '900 ad oggi hanno rappresentato con la loro arte la bellezza femminile. Tra gli artisti in mostra Mimmo Rotella, Aligi Sassu, Renato Guttuso, Francesco Messina, Giovan Francesco Gonzaga, Salvatore Fiume, Valentino Marra, Marco Lodola, Giuseppe Ajmone, Claudio Parmiggiani

Edoardo Ferrario, Er Pips spiega la Storia dell'arte

Edoardo Ferrario nasce a Roma nel 1987. Nel 2006 si iscrive a Giurisprudenza e frequenta l’Accademia del Comico. Porta i primi monologhi nei locali di Trastevere e San Lorenzo. Ha partecipato in varie occasioni all’Ottovolante di Radio Due e nel 2011 è finalista al Premio Massimo Troisi. Nello stesso anno Sabina Guzzanti lo chiama a far parte del cast fisso e come collaboratore ai testi di Un, Due, Tre, Stella!su La7. Più di recente ha interpretato er Pips a La Prova dell’Otto di Caterina Guzzanti su Mtv e ha partecipato al programma Neri Poppins di Neri Marcoré su Rai3.

Museo della moda di Gorizia, riapertura scenografica

La cifra che i curatori hanno scelto per questo nuovo allestimento è precisa: dare al visitatore la sensazione di immergersi nella vita e nell’atmosfera degli anni, meglio dei secoli, di cui gli abiti qui esposti sono elegante testimonianza. Tra i vestiti più blasonati due abiti degli anni Venti del Novecento provenienti da Vienna e appartenuti a Margaret Stonborough Wittgenstein (1882-1958). Sorella del filosofo Ludwig Wittgenstein, Margaret era stata ritratta da Gustav Klimt in uno dei suoi più celebri ritratti: correva l’anno 1905 e la veste bianca e vaporosa che indossava era il suo abito da sposa.