Press "Enter" to skip to content

Carabinieri e Soprintendenza recuperano una Madonna di Botticelli scomparsa dopo il terremoto del 1980. La storia dell’opera


di Redazione
Stile arte è un giornale di arte, cultura e archeologia, fondato nel 1995 e diretto da Bernardelli Curuz

E’ stato recuperato un capolavoro di Sandro Botticelli, la Madonna delle Grazie, che era scomparso in seguito al terremoto del 1980. L’intervento è stato compiuto dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli. La notizia è stata data poco fa dalla Soprintendenza.

Il Comitato per gli Scavi di Stabia, fondato nel 1950, esprime la sua sincera gratitudine ai carabinieri e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Napoli per l’impegno nel recupero di questo tesoro artistico. La Madonna delle Grazie, un dipinto a tempera su tavola di 80×58 cm, è un’autentica opera d’arte di Botticelli databile intorno al 1470.

Questo capolavoro è stato negato al pubblico per molti anni a causa della chiusura della cappella in località Madonna delle Grazie, situata attualmente nel territorio del comune di Santa Maria la Carità. La cappella, oltre a essere stata il luogo originario di collocazione della Madonna delle Grazie, è stata danneggiata irreparabilmente dal terremoto del 1980. Il dipinto, apparentemente perduto, è stato ora recuperato grazie agli sforzi congiunti delle autorità competenti.

La Madonna delle Grazie, un capolavoro dipinto a tempera su tavola delle dimensioni di 80×58 cm, è opera del rinomato artista italiano Sandro Botticelli. Risalente all’incirca al 1470, il dipinto è attualmente custodito in una collezione privata a Castellammare di Stabia.

Storia e Descrizione
Il dipinto sembra essere stato commissionato inizialmente dalla corte di Napoli e successivamente trasferito in una cappella gentilizia situata nella periferia di Castellammare di Stabia. Questa ipotesi è supportata dalla storia dell’epoca, in cui, con l’ascesa al trono di Alfonso II di Napoli, molte terre nell’agro stabiese-gragnanese furono vendute a ricchi consiglieri e mercanti. L’opera ha dimorato nella cappella fino al 1902, quando la proprietà è stata venduta. Poco dopo, l’edificio è stato interessato da un incendio, ma fortunatamente il dipinto è stato salvato rimuovendolo dalla cornice che lo conteneva.

È stato solo negli anni ’60 che Raffaello Causa, soprintendente delle Gallerie della Campania, ha attribuito l’autorevolezza dell’opera a Sandro Botticelli, datandola al periodo della giovinezza dell’artista, intorno al 1470. Attualmente, la Madonna delle Grazie fa parte di una collezione privata.

La composizione del dipinto presenta la Madonna delle Grazie seduta su un trono, con il bambino Gesù poggiato sulle sue gambe. La Vergine è raffigurata con capelli biondi coperti da un velo, indossante una veste pieghettata di colore vermiglione. Il bambino, dalla figura paffuta e con capelli ricci, è avvolto da un panno viola. L’abbigliamento delle figure e l’utilizzo armonioso delle linee compositive hanno permesso di collocare l’opera intorno al 1470, con notevoli analogie ad altri dipinti di Botticelli come la Fortezza, la Madonna del Roseto, la Madonna in gloria di serafini e la Madonna col Bambino e san Giovannino.

È interessante notare che nel corso del tempo i colori del dipinto hanno subito un’inevitabile sbiaditura, conservando tuttavia la loro intrinseca bellezza e maestria artistica. La Madonna delle Grazie continua ad affascinare gli spettatori con la sua eleganza e spiritualità, rappresentando un prezioso pezzo della ricca eredità artistica di Sandro Botticelli.