Coppia di tacchini bresciani vola su Parigi. Le opere attribuite a Giorgio Duranti abate, pittore-mecenate

Il legame con la passione per la caccia da parte della nobiltà bresciana è evidente. Duranti unì l'osservazione scientifica degli animali - anche quelli da cortile - con la ricerca di un rapporto tra staticità e movimento. Molto spesso i volatili assumono una violenza estrema, su fondale tempestosi e corruschi, nella quale pare di leggere quella determinazione oscura, dalla quale trae forza travolgente lo stesso sentimento bellicoso dell'umanità. Abate, conte e cavaliere, Giorgio Duranti aveva studiato scienze e musica. Era conosciuto come eccellente suonatore di violoncello. Vendette buona parte delle proprie opere pittoriche per finanziare la realizzazione della chiesa parrocchiale di Palazzolo. Anche suo fratello Faustino (1606-1766) era pittore


Una coppia di tacchini – uno dei quali si appresta a un volo minaccioso – ha planare su Parigi, chez Christie’s,. Nelle sale francesi dell’antica casa d’aste britannica, in queste ore di settembre 2020, nell’ambito della sessione “Maîtres Anciens, Peinture – Sculpture” il pendant attribuito da Christie’s al nobile pittore bresciano Giorgio Duranti (Palazzolo, 1683 – 15 novembre 1755) è andato all’asta. Le due opere provengono da una collezione parigina. E molto di più non si sa. Si è a conoscenza del fatto che, prima di giungere al filo di partenza dell’asta, i dipinti – olio su tela, 39,4 x 31 centimetri – che rappresentano i solenni animali da cortile sono stati sottoposti a Fred G. Meijer, storico dell’arte olandese e fiamminga del Settecento, che ne ha confermato l’attribuzione. E i bresciani, che ne pensano? Il range di valutazione – complessivamente tra i 6mila e gli 8mila euro, unico lotto – non è particolarmente alto, se si considerano le autentiche follie che i collezionisti italiani – e soprattutto quelli bresciani – erano disposti a fare per Duranti, prima della crisi. Ma la classe media è scomparsa, si sa. E le collezioni degli artefici del boom economico, purtroppo, vengono alienate, in questi anni, anni in cui quella generazione prodigiosa se ne sta andando.Il lotto, comprendente entrambi i pezzi, è stato aggiudicato per 8.125 euro.

Giorgio Duranti, nobile con incarichi ecclesiastici, è stato un artista che ha riscosso un notevole successo nel periodo barocco ed è stato collezionato – tra gli altri – dai Savoia. Quei quadri di Duranti acquistati dalla futura casa reale italiana sono oggi alla Galleria sabauda di Torino.
Il legame con la passione per la caccia da parte della nobiltà bresciana è evidente. Duranti unì l’osservazione scientifica degli animali – anche quelli da cortile – con la ricerca di un rapporto tra staticità e movimento. Molto spesso i volatili assumono una violenza estrema, su fondale tempestosi e corruschi, nella quale pare di leggere quella determinazione oscura, dalla quale trae forza travolgente lo stesso sentimento bellicoso dell’umanità. Abate, conte e cavaliere, Giorgio Duranti aveva studiato scienze e musica. Era conosciuto come eccellente suonatore di violoncello. Vendette buona parte delle proprie opere pittoriche per finanziare la realizzazione della chiesa parrocchiale di Palazzolo. Anche suo fratello Faustino (1606-1766) era pittore.

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Maurizio Bernardelli Curuz
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