Escursionista vede brillare qualcosa nel terreno. Lo recupera e avverte gli archeologi. Ricerche alla base di una collina

"Ho avuto due giorni liberi dal servizio e ho deciso di approfittare delle giornate soleggiate per fare escursioni. Mentre camminavo, ho visto qualcosa che brillava per terra, e all'inizio ho pensato che fosse una perla colorata o una pietra arancione. Quando l'ho raccolto, ho visto che la pietra era incisa come uno scarabeo".


Erez Avrahamov, 45enne residente a Peduel, in Israele, stava facendo un’escursione nella Riserva Naturale Tabor Stream in Bassa Galilea, quando ha trovato un antico sigillo a forma di scarabeo, risalente al periodo del Primo Tempio. Lo ha comunicato in queste ore l’Israel Antiquities Authority. L’oggetto antico è stato trovato ai piedi di Tel Rekhesh. Il sito è stato identificato come “Anaharat”, una città nel territorio della tribù di Issachar citata nella Bibbia da Giosuè (19:19). Tel Rekhesh è una collina – ricca di grotte, fonti d’acqua e pozzi – che si trova nella parte nord-orientale di Israele.

“Ho avuto due giorni liberi dal servizio riserve dell’IDF e ho deciso di approfittare delle giornate soleggiate per fare escursioni”, afferma Avrahamov. “Mentre camminavo, ho visto qualcosa che brillava per terra, e all’inizio ho pensato che fosse una perla colorata o una pietra arancione. Quando l’ho raccolto, ho visto che la pietra era incisa come uno scarabeo. Ho chiamato l’Autorità israeliana per le Antichità e ho comunicato la fantastica scoperta. ”

Nir Distelfeld (nella foto qui sopra), Ispettore dell’unità di prevenzione dei furti di antichità dell’Autorità israeliana per le antichità, racconta: “Ho ricevuto una chiamata da Erez, e ho capito che aveva trovato qualcosa di speciale. Gli ho detto di guardare bene l’altro lato dello scarabeo – il lato piatto – e controllare se ci fosse qualcosa di inciso. Ho sentito subito manifestazioni di gioia e meraviglia, al telefono. Mi ha detto che poteva vedere una figura incisa” (l’articolo prosegue sotto).

Per non perderti altre scoperte
Clicca “segui” sulla nostra pagina Instagram 👇

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Stile arte (@stilearte.it)


Secondo il professor emerito Othmar Keel dell’Università di Friburgo lo scarabeo, che è stato realizzato scolpendo e incidendo una pietra semipreziosa chiamata corniola, raffigura, sulla parte piatta – quella che poteva essere usata come timbro di sigillo, una mitica creatura, un grifone o un cavallo alato al galoppo. Qualcosa di simile a Pegaso.  Scarabei di questo tipo sono datati all’VIII secolo a.C.

Secondo il dottor Itzik Paz, archeologo dell’Autorità israeliana per le Antichità che ha scavato a Tel Rekhesh, “questo è uno dei reperti più importanti di Tel Rekhesh, datato all’età del ferro (VII-VI secolo a.C.). A quel tempo, una grande fortezza sorgeva sul tell che apparentemente era sotto il controllo assiro, l’impero responsabile della distruzione del Regno del Nord d’Israele. È quindi del tutto possibile che lo scarabeo, scoperto ai piedi del tell, testimoni la presenza dell’amministrazione assira (o eventualmente babilonese) sul sito. Il motivo grifone sul sigillo è un motivo artistico noto nell’antica arte del Vicino Oriente, ed è comune nei sigilli dell’età del ferro. Se davvero il sigillo può essere datato, potrebbe essere possibile collegarlo alla presenza assira nella fortezza di Tel Rekhesh, scoperta di grande significato.”

Lo scarabeo è un tipo di sigillo il cui uso è stato diffuso in tutto il mondo antico dal IV millennio a.C. in poi. Il nome egizio dello scarabeo deriva dal verbo “diventare” o “essere creato”, poiché gli egiziani vedevano lo scarabeo come un simbolo del dio creatore.

Gli scarabei venivano rappresentati utilizzando pietre, tra cui pietre semipreziose, come l’ametista e il corniolo, ma la maggior parte degli scarabei erano di steatite, una pietra-talco grigio-bianco, morbida, che era solitamente rivestita da una smalto verde-blu. Dal momento che la smalto è sopravvissuto solo in climi secchi, come quelli dell’Egitto, gli scarabei trovati in Israele raramente conservano tracce della smalto. Un discorso diverso vale per il corniolo, che ha, in modo naturale, questo colore acceso.

Condividi l'articolo su:
Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz