David Hockney – Il grande pittore dipinge sull'Ipad. Storia, video, cronaca e quotazioni

Il maggiore pittore britannico vivente - considerato uno dei migliori utilizzatori dell'antica tecnica della pittura ad olio - lavora anche con l'uso del tablet. In una sua grande mostra a San Francisco, tra le opere realizzate con tecniche tradizionali - ha presentato una cinquantina di immagini, proiettate o stampate su giganteschi supporti, realizzate con le tavolette elettroniche. I critici d'arte polemici sull'uso di tecnologie uniformanti

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[L]a tavoletta dell’Ipad, come fosse la tela, e una app di colori, usata come tavolozza. David Hockney, il maggior artista britannico, che ha, tra l’altro svolto studi sperimentali sull’uso degli specchi e lenti nella pittura antica, è da sempre attratto dalla tecnologia. Del resto anche i maestri del passato, come ha dimostrato lo stesso Hockney, facevano uso di tutto quanto, sotto il profilo tecnico, potesse migliorare la propria espressione. Da qualche tempo il pittore ha sperimentato il lavoro con la tavoletta elettronica. Il dito utilizzato come pennello, intinto nei colori virtuale. Ed ecco paesaggi – alcuni dei quali prodotti  en plein air, come gli impressionisti – ritratti, vedute, che sono stati esposti al Golden Gate park di San Francisco. Le opere furono complessivamente centocinquanta; buona parteprodotte con procedure tecniche tradizionali – l’artista è considerato un maestro assoluto nell’uso della pittura ad olio – mentre una cinquantina escono dalla tavoletta elettronica.

Opere del maestro dipinte con l'Ipad
Opere del maestro dipinte con l’Ipad

 
Il pittore inglese
Il pittore inglese

Per realizzare i dipinti virtuali,  Hockney, oltre all’Ipad,  ha utilizzato una app – cioè un programma di applicazione – che costa appena 8 sterline . “Tenendoti questo apparecchietto  – ha detto l’artista – non hai bisogno di portarti dietro nulla, né tele, né matite, né acqua, niente di niente. E ‘un nuovo mezzo che mi ha lasciato particolarmente stupito per comodità e versatilità.” Alcune immagini sono state sequenzialmente  sovrapposte e animate, così che gli spettatori possano seguire e apprezzare  le diverse fasi della realizzazione dei dipinti virtuali.
Il maestro britannico durante un intervento en plein air, con tecnica tradizionale
Il maestro britannico durante un intervento en plein air, con tecnica tradizionale

Alcune opere virtuali dipinte sull’Ipad vengono visualizzate su schermi digitali; altre, come le immagini  prese in natura, in un grande parco,  sono stati stampati su sei grandi pannelli. Imponenti stampanti a getto d’inchiostro hanno ingrandito e riprodotto, con un’eccezionale fedeltà cromatica e del segno, le immagini create sul tablet.
“Sono grato a Hockney per quello che sta facendo perché vedere un grande artista alle prese con i nuovi strumenti apre la mente della gente nei confronti della tecnologia”, ha detto Maureen Nappi della Long Island University Art Historian Maureen Nappi, “Eppure questi lavori si rivelano come ingannevoli”. La critica teme, infatti, una sorta di robotizzazione dei processi creativi, acreando l’allontanamento dell’artista dalla millenaria fisicità della pittura con pigmenti e del disegno. Hockney, 76 anni, aveva iniziato a disegnare sul suo iPhone – utilizzando il pollice –  circa cinque anni fa, inviando poi le piccole opere, via email, a decine di amici alla volta.”La gente quando mi vede, mi prende in giro – afferma Hockney – ‘Abbiamo sentito che hai iniziato a disegnare sul telefono.’ E io dico loro: ‘Be’, no, in realtà, è vero solo il fatto che ogni tanto parlo al mio blocco da disegno”.
 

 
 

L’artista inglese  crea il suo lavoro con una app realizzata da un ex di Apple software engineer,  Steve Sprang di Mountain View, in California, che insieme a decine di altri programmi, viene  sempre più utilizzata da artisti, illustratori e graphic designer. “David Hockney è uno dei grandi maestri della pittura ad olio, una tecnica che ha quasi seicento anni. Dimostra pertanto una grande curiosità nei confronti di uno strumento agli antipodi, concettualmente e temporalmente” ha commentato Kevin Hatch della Binghamton University di New York. “Ma è certo il fatto – ha proseguito Hatch – che, in questo modo si perde la  magica qualità della pittura ad olio, un rapporto “visivamente tattile”. Si perde l’evidenza della sostanza tangibile”. Meno preoccupato il pittore. Alla domanda – dove sta andando, l’arte, di questo passo? – Hockney ha risposto: “Non lo so esattamente. Ma con ogni tecnica e ad ogni latitudine, l’arte ci sarà”.


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Hockney – Sothebys
Hockney – Christies
 
 
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Redazione
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