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Il piacere del vivere in campagna, dopo il Rinascimento. Fotocronaca della mostra nella restaurata Casina di Pievedizio


Folto e attento pubblico ieri alla Cascina Casina di Pievedizio – frazione di Mairano, in provincia di Brescia – per la mostra dedicata alla pittura tra Cinquecento e Settecento, che consente di compiere un viaggio tra i generi amati nei palazzi di campagna dell’epoca. La mostra resta aperta anche nella giornata di oggi.

Frutto di un amorevole recupero, la cascina, che si sviluppò attorno a un nucleo cinquecentesco, è stata oggetto di un grande progetto di restauro e di riattribuzione funzionale da parte dell’imprenditore Gianpiero Franchini.

Franchini, all’inizio della presentazione, ha ricordato che ha intenzione di accrescere i momenti culturali e gli incontri di approfondimento dedicati alla cultura e all’arte, all’interno di questa bella struttura finora destinata soprattutto alle cerimonie e ai meeting.

Una strada di produzione autonoma di momenti di approfondimento e di pensiero, che possano favorire l’incontro. Splendido padrone di casa- Franchini, accanto alla moglie e alla figlia Alessandra, ha aperto le porte di questo spazio magico.

Il critico Gian Mario Andrico, nel corso del convegno, ha ricordato la necessità di ritorno all’immagine come Verbo, per ripristinare il valore iconico del passato, passando attraverso un ritorno filologico ai grandi, come Leonardo.
Il suo collega Maurizio Bernardelli Curuz ha analizzato la vocazione anticonica, anticristiana, woke e consumista – in chiave pop – della cultura contemporanea, che elimina, di fatto, il passato e la cultura occidentale.
Il giornalista e scrittore Tonino Zana ha sottolineato il valore culturale della campagna, legata ai valori rinascimentali di ridifinizione degli spazi e al ritorno del “Piacere del vivere in villa”.


Il pubblico ha visitato con notevole interesse la mostra, allestita tra le colonne marmoree dell’antica stalla. La mostra tocca più punti. Dal sogno arcadico al pensiero di un mondo che cercava un punto di accordo e raccordo tra corpo e spirito, attraverso la pittura dei sensi ne quella religiosa. Grande interesse per le nature morte, con la ricerca di piccole figure arcimboldesche che gli autori del seicento inserivano nelle composizioni.

Piccola figura enucleabile dalla natura morta dello Spadino, a livello dei semi di fico. Sotto: L’intero quadro

“Rimandi di pittura veneta in Lombardia tra Cinquecento e Settecento”
Residenza La Casina di Pievedizio
via Soncini 6, Pievedizio, frazione di Mairano (Brescia)
telefono 388 2585366. email: info@lacasinaresidenzadicampagna.it.
Dal 18 al 21 aprile – dalle 9,30 alle 13, dalle 15,30 alle 18,30, ingresso libero