Il Volto Santo di Lucca è molto più antico. Risale all'epoca di Carlo Magno. Eccezionale scoperta con il C14

Il prelievo non è avvenuto solo sul legno ma pure sull'incammotatura, cioè lo strato di tela con imprimitura steso sul volto per uniformarne le linee e dipingerlo. La scelta del reperto tessile permette una datazione molto precisa del manufatto perchè il taglio di un vegetale finalizzato al recupero della fibra avviene sempre in un periodo non molto distante dalla successiva tessitura. La scoperta porta ad affermare che il Volto Santo di Lucca sia la scultura integra più antica, sopravvissuta in Occidente


Le analisi con il metodo Carbonio 14 retrodatano l’esecuzione del Volto santo di Cristo – straordinaria e possente scultura arcaica del Duomo di Lucca che si riteneva fosse del XII secolo, copia o replica di una scultura più antica – a un periodo compreso tra gli ultimi decenni dell’VIII e gli inizi del IX secolo. L’opera venne cioè realizzata ai tempi dell’imperatore Carlo Magno, che era nato nel 742 e che sarebbe scomparso nel 814. L’indagine non è avvenuta solo sul legno – sul quale sono stati realizzati tre prelievi – ma pure sull’incammotatura, cioè sullo strato di tela con imprimitura steso sul volto per uniformarne le linee e dipingerlo. La scelta del reperto tessile permette una datazione molto precisa del manufatto perchè il taglio di un vegetale finalizzato al recupero della fibra avviene sempre in un periodo non molto distante dalla successiva tessitura. La scoperta – compiuta a Firenze dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare CHNet – Cultural Heritage Network – porta ad affermare che il Volto Santo di Lucca sia la scultura integra più antica, sopravvissuta in Occidente.
Secondo l’antica tradizione, la statua sarebbe stata realizzata da Nicodemo, colui che secondo il Vangelo di Giovanni depose, con Giuseppe d’Arimatea, Gesù nel sepolcro. La leggenda racconta pure che Nicodemo avrebbe beneficiato più della grazia divina che della propria arte: il volto, in particolare, sarebbe stato scolpito dagli angeli durante la notte. Per questo il Volto santo di Lucca è considerato tra le opere acheropite – non realizzate da mano umana, ma entità sovrannaturali -. Nel secolo XII, per fornire una base documentale alla crescente venerazione tributata all’immagine, fu redatta una Relatio de revelatione sive inventione ac translatione Sacratissimi Vultus (Racconto della creazione, scoperta e traslazione del Santissimo Volto), in cui si narra l’arrivo a Luni, e successivamente a Lucca nel 742, della nave priva di equipaggio che trasportò il Volto Santo. Una data che non si discosta molto dalla realizzazione della scultura stessa.

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Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz