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Marthe dolce ossessione di Bonnard. Bagno, specchi, letto. Eternamente un nudo di luce.


Il poeta Raymond Carver ha dedicato una poesia a “I nudi di Bonnard”. Con un linguaggio quotidianamente dimesso, il poeta coglie il fulgore della modella-moglie del grande pittore francese, il desiderio che appartiene alla quotidianità dell’eterno, il tempo frenato in un corpo giovane per sempre, al di là della morte. Potremo ascoltare questa ottima poesia, nel video in fondo alla pagina.

Marthe Bonnard in una foto scattata dal marito. L’artista sviluppa quell’esplorazione dell’intimità che in toni più cupi, era stata precedentemente oggetto dell’interesse di Degas

Ma chi era questa donna carnale, dal corpo e dallo sguardo lievemente selvatico? Maria Boursin nota come Marthe Bonnard è stata una pittrice francese, nata nel 1869 a Saint-Amand-Montrond e morta il 26 gennaio 1942; ma soprattutto è conosciuta come moglie e la modella di Pierre Bonnard (1867-1947). Secondo gli studiosi del pittore francese sono almeno 146 i dipinti e circa 717 disegni in cui lui appare.

Maria Boursin era di origini socialmente modeste ed era nata nel Berry. Nel 1891 si trasferì a Parigi, cambiando vita e assumendo un nome e cognome magniloquenti: Marthe de Méligny. Probabilmente non avendo un accento parigino, dice di essere discendente di un’antica famiglia italiana. E con questa identità, Bonnard la conobbe nel 1893. La verità sarebbe emersa solo nel 1925, quando i due si sposarono.
Diventata la sua modella preferita (è particolarmente rappresentata nuda, nella stanza da bagno), ha imparato a dipingere con Louise Hervieu e ha esposto il suo lavoro con il nome di Marthe Solange tra il 1921 e il 1929, in particolare alla Galleria Eugène Druet nel 1924. La coppia viveva isolata, presumibilmente a causa della natura difficile di Marthe, molte volte rappresentata, chiusa in stessa. Negli anni ’30, i Bonnard si stabilirono a Le Cannet , nella splendida Villa Le Bosquet. Marthe muore nel 1942 e Pierre nel 1947.
LA POESIA DI CARVER DEDICATA A MARTHE NEI NUDI DI BONNARD