Dal terreno emerge un nuovo anfiteatro romano mentre si scava per realizzare una rimessa per il canottaggio

La struttura fu costruita nel IV secolo, utilizzando la cavità creata da un cava di materiali edilizi. L'impianto era lungo circa 50 metri e largo 40 metri. Il muri erano intonacati, mentre gli spalti, probabilmente, contavano su una perduta struttura lignea. Secondo gli archeologi svizzeri si tratterebbe del più recente anfiteatro romano dell'Impero. Gli scavi iniziali hanno permesso anche di identificare gli elementi di accesso alla struttura

Fotografie di ZVG/KANTONSARCHÄOLOGIE AARGAU

La realizzazione di una rimessa per le imbarcazioni di una società di canottaggio ha permesso di identificare e iniziare a scavare i resti di un anfiteatro romano del IV secolo. L’avvio delle verifiche è avvenuto nelle scorse settimane, nel mese di dicembre, ma la notizia del ritrovamento – in attesa di disporre di evidenze assestate – è stata diffusa in queste ore.

La scoperta è avvenuta nell’area di un’antica cava, che era stata identificata come punto prelievo di materiale edilizio durante il periodo dell’Impero romano per la realizzazione di edifici al Castrum Rauracense, nucleo storico dell’attuale paese Kaiseraugst, un comune svizzero di 5.576 abitanti del Canton Argovia. Il forte e l’anfiteatro ritrovato si trovavano a circa un chilometro da Augusta Raurica – la moderna Augst – la più antica colonia romana sul Reno di cui si abbia notizia. La città romana venne fondata dagli uomini di Giulio Cesare nel 44 a.C.

Il forte romano era stato destinato ad unità ausiliarie romane impegnate a difendere la linea retica dopo il 260 d.C.. Nei pressi della struttura militare venne realizzato – verso la fine dell’impero – l’anfiteatro, destinato ad ospitare spettacoli circensi.

Gli archeologi del servizio cantonale di Argovia erano intervenuti affiancando gli operai dell’impresa di costruzioni, per un controllo, ma si riteneva che il vecchio spazio della cava non potesse offrire particolari vestigia. Notevole è stata invece la sorpresa quando, rimossi i primi strati di terreno si è resa evidente la linea curva di un muro.

La funzione della cinta muraria ovale non era inizialmente chiara e solo nel corso degli scavi è emersa l’ipotesi che potesse rilevare la presenza – totalmente imprevista e imprevedibile – di un anfiteatro romano. L’impianto era lungo circa 50 metri e largo 40 metri. Il muri erano intonacati, mentre gli spalti, probabilmente, contavano su una perduta struttura lignea. Secondo gli archeologi svizzeri si tratterebbe del più recente anfiteatro romano dell’Impero. Gli scavi iniziali hanno permesso anche di identificare gli elementi di accesso alla struttura.

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Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz