Fotografo 36enne trova nel sottosuolo un raro bacile di bronzo alto-medievale. L’oggetto venduto all’asta per 42mila euro

"Il mio metal detector sembrava essersi addormentato -. dice il fotografo - All'improvviso, il segnale. Ho scavato per circa 60 centimetri e mi sono imbattuto in quello che credevo fosse un vecchio secchio metallico. Potevo vedere questi piccoli anelli su di esso che si muovevano ancora. Ho pensato che questo oggetto, nella migliore delle ipotesi, fosse vittoriano, cioè dell'Ottocento."

Un raro bacile anglosassone, risalente all’alto Medioevo, trovato da un appassionato di metal detector nel North Yorkshire, in Inghilterra, è stata battuto all’asta, nei giorni scorsi, per 36.400 sterline – una cifra equivalente a 42.403 euro – superando le stime e le aspettative.


Chris Ulliott è un fotografo professionista di 36 anni – padre di due bambini di 5 e 3 anni – che, a livello di hobby, ha iniziato l’attività di ricerca con metal detector. Uno svago sempre più diffuso sul territorio britannico, al punto che i club organizzano battute e meeting, esplorando soprattutto zone agricole. Nel Regno Unito l’attività di ricerca non è proibita se non in alcune specifiche aree. Ed anzi, il Governo favorisce il recupero di reperti – soprattutto nei campi coltivati – per evitarne la distruzione. Gli oggetti che vengono trovati divengono di proprietà del cercatore e del proprietario del campo – dal quale bisogna ottenere il permesso di ricerca -. I reperti vanno poi notificati. Alcuni di essi vengono segnalati dallo Stato a istituzioni e fondazioni culturali per l’acquisto, a un prezzo di mercato. A vendita avvenuta, il ricavo viene diviso tra il cercatore e il proprietario del terreno. Attenzione, però. La ricerca in Italia è praticamente proibita. Normative spesso aggrovigliate e non trasparenti espongono i cercatori a potenziali problemi. Il rapporto tra Stato e cittadino, in Gran Bretagna è molto diverso dal nostro. E’ pur vero che la nostra penisola ha un’altissima vocazione archeologica ma, forse, l’attività potrebbe essere autorizzata nelle aree agricole sottoposte ad aratura, dove gli strati sono sconvolti.

Comunque sia il fotografo britannico si è così trovato in tasca 21mila euro circa, che certamente sono piovuti dal cielo, mentre il bacile è stato salvato ed ora sarà collocato in una bella teca.

Il ritrovamento del pezzo è avvenuto nel Ryedale, un distretto del North Yorkshire caratterizzato da uno splendido paesaggio agreste, durante una ricerca di gruppo pianificata da un club di appassionati.

“Il mio metal detector sembrava essersi addormentato -. dice il fotografo – All’improvviso, il segnale. Ho scavato per circa 60 centimetri e mi sono imbattuto in quello che credevo fosse un vecchio secchio metallico. Potevo vedere questi piccoli anelli su di esso che si muovevano ancora. Ho pensato che questo oggetto, nella migliore delle ipotesi, fosse vittoriano, cioè dell’Ottocento.”

Invece il bacile risale all’età anglosassone che va dal 410 d.C. al 1066 circa. Espletata ogni formalità burocratica, il reperto è stato venduto all’asta da Timeline Auctions con sede nell’Essex.

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Maurizio Bernardelli Curuz
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