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I reperti sul fondo della Senna. 150 oggetti, statue, ceramiche e curiosità raccontano cosa si è depositato nel limo


Realizzata in collaborazione con Inrap, la mostra Nella Senna, oggetti ritrovati dalla preistoria ai giorni nostri riunisce diversi ricercatori di archeologia e riunisce nella Cripta archeologica di Parigi quasi 150 oggetti raccolti nella Senna. La mostra è stata inaugurata il 31 gennaio 2024

In progressione cronologica, la mostra “Nella Senna”, Oggetti ritrovati dalla Preistoria ai giorni nostri” presenta sia la storia della Senna, le popolazioni che l’hanno abitata, sia gli oggetti rinvenuti nel letto del fiume, più o meno legati – anche sotto il profilo tematico –  al corso d’acqua .

Situata sotto la piazza della Cattedrale di Notre-Dame, la Cripta Archeologica di Parigi presenta i resti della Parigi antica, medievale e moderna. Si tratta dell’unico sito archeologico aperto al pubblico a Parigi, scoperto durante gli scavi preliminari per la costruzione di un parcheggio sotterraneo, realizzati tra il 1965 e il 1970. Il parcheggio è stato infine trasformato in museo.

L’archeologa Sylvie Robin davanti al mascherone scolpito nell’arenaria. La scultura è stata in buona parte erosa dal fiume ed è stata trovata alla base del Pont-Neuf nel 2014 dai sommozzatori della Brigata Fluviale di Parigi. All’interno della mostra il visitatore è invitato a toccare la scultura, la cui superficie è stata alterata. @ Foto Pierre Antoine – Musei di Parigi – Musée Carnavalet

L’esposizione mostra, ad esempio, le tracce degli sviluppi compiuti dai romani sulle rive dell’Île de la Cité, ma anche le scoperte a monte e a valle della Senna che permettono di ricostruire i paesaggi, gli habitat e gli stili di vita a dati tempi: sorgenti della Senna in Borgogna, antiche attività di pesca nell’Aube , sito paleolitico a Clichy-la-Garenne. Scoperte risultanti da scavi preventivi o dragaggi (tra cui alcuni effettuati dalla brigata fluviale di Parigi, come il Mascaron – il mascherone, grosso volto scolpito -ritrovato piedi del Pont-Neuf, da sommozzatori della Brigata Fluviale di Parigi nel 2014).

L’esposizione rivela anche un gran numero di oggetti, alcuni intatti e fuori contesto, rinvenuti alla confluenza del Bièvre (fiume sepolto e oggi scomparso a Parigi) e della Senna come numerose ceramiche o oggetti metallici provenienti dagli scavi di Théodore Vacquer ( nel 1880), armi, ecc. La storia del fiume ha però anche una dimensione sacra , come testimonia il santuario di Sequana quando quest’ultimo accoglie le preghiere degli abitanti della zona come testimoniano i numerosi ex voto di epoca medievale. L’origine di certi oggetti resta misteriosa, perché poco o non documentata, lasciando comunque spazio alla fantasia e facendo appello al lato poetico di ognuno.

Una nassa antica, originariamente utilizzata per la la pesca, perfettamente conservata, grazie all’azione del fango e del limo che hanno impedito fenomeni putrefattivi @ Foto Pierre Antoine – Musei di Parigi – Musée Carnavalet

La dea Sequana è una rappresentazione umana dell’acqua sorgiva. Fu dopo la conquista della Gallia da parte dei Romani che presso le sorgenti della Senna venne istituito un santuario dedicato a questa divinità guaritrice .
Infine, gli artisti contemporanei offrono un contrappunto in questo rapporto ai rituali materiali e ancestrali, come Yan Tomaszewski che reinventa l’ ex-voto , in una serie intitolata Sequana (2023), immersi nella Senna durante la Nuit Blanche 2023, dopo una processione da il MAC VAL al fiume e il duo di artisti Joana Hadjithomas e Khalil Joreige attraverso l’installazione Time Capsules , tratta dal loro attuale progetto Unconformities/Discordances e creata a partire da carotaggi dell’esplorazione dei sotterranei, un lavoro che racconta la storia sepolta di città…

Sylvie Robin, curatrice scientifica della mostra Dans la Seine, archeologa e capo conservatrice del patrimonio risponde ad alcune domande su questo appuntamento culturale.

Come è concepita la mostra Dans la Seine ?
“La mostra racconta elementi della storia della Senna e delle sue popolazioni attraverso scoperte archeologiche ben documentate e oggetti appartenenti alle collezioni del museo provenienti da collezioni e dragaggi della Senna”.

“L’idea era quella di presentare alcuni scavi archeologici che mostrassero il rapporto tra i popoli e la Senna: come nella Preistoria gli isolotti sabbiosi venivano occupati per effettuare soste di caccia, come nell’Antichità si attraversava la Senna per creare le grandi strade che andavano da Lione alla province settentrionali della Gallia, come cacciavamo, ecc.

Se la mostra fornisce informazioni pragmatiche, presenta anche informazioni specifiche su riti e credenze come questa evocazione del santuario delle sorgenti della Senna o gli ex voto risalenti al Medioevo”.

Cosa sorprende il visitatore in questa mostra?
“La mostra presenta oggetti in quantità per mostrarne l’aspetto statistico, vale a dire oggetti ripetitivi, oggetti di uso quotidiano, ma anche materiali: legno, ceramica, selce, metalli… L’archeologia è anche uno studio sui materiali e su come questi vengono sfruttati i materiali Infine, abbiamo chiesto agli artisti contemporanei di mostrare lo stretto legame tra archeologia e creazione contemporanea in questo rapporto con le tracce, i materiali e la destinazione degli oggetti”.

Dove sono avvenuti gli scavi?
“Ci siamo basati su scavi fuori Parigi ma in paesaggi e configurazioni della Senna molto simili come quelli di Clichy-la-Garenne per il Neolitico. Quanto allo scavo in cui è stata rinvenuta la trappola del pescatore [n.d.r.: una trappola intatta presentata nella mostra] , a Pont-sur-Seine nell’Aube, l’abbiamo trovata anche in una disposizione più o meno simile della Senna a quella di Parigi, poiché è un braccio della Senna, dove avvenivano le attività di pesca”.