In 34 anni costruisce da solo un castello alto 24 metri nell’ampio giardino di casa. La straordinaria avventura. Le immagini

L'inizio di questa straordinaria avventura risale al 1990, quando Gerry, titolare di un negozio di vestiti teatrali, si lanciò in questo ambizioso progetto, sostenuto dalla moglie. Armato di determinazione e fantasia


In Italia sarebbe assolutamente proibito. Ma, in altri Paesi, – nella vecchia Europa – l’autocostruzione è possibile. Ha lavorato, partendo da zero, per 34 anni. Ed ora il castello – che è alto ben 24 metri, metro più metro meno – non è proprio finito, ma è completo. Nel pittoresco villaggio di Blesdijke, nel nord dei Paesi Bassi, svetta questa imponente struttura che sfida il tempo e le convenzioni. Non si tratta di un’opera dei secoli passati, bensì del sogno realizzato dall’ex proprietario di un negozio di abiti teatrali, Gerry Halman, conosciuto anche come Lord Gregorius. Halman – che oggi ha 76 anni – ha dedicato gran parte della sua vita alla creazione di un castello in stile romanico a cinque piani, noto come Olt Stoutenburght, eretto nel suo vasto giardino. Prima, in quel punto non c’era nulla. Non rovine. Nulla. Ed ecco la struttura innalzarsi , come l’albero de Il fagiolo magico. Il romanico fa da base, strutturalmente parlando. Gli interventi eclettici lo completano, come se la fioritura dei secoli fosse transitata, con le volute di un’edera cangiante, attorno, alle torri. Gli esterni sono eleganti e imponenti. Gli interni sono accoglienti e suggestivi.

L’inizio di questa straordinaria avventura risale al 1990, quando Halman, con il quadro completo dell’edificio nella mente, si lanciò in questo ambizioso progetto, sostenuto dalla moglie. Ne parlò con il suo vicino di casa, Gradus de Vent (1926-2017), che ha dato manforte all’autocostruttore, adattando 250.000 pietre o mattoni. Nel 1990, Halman iniziò la costruzione accanto all’edificio di residenza.

Armato di determinazione e fantasia, ha impiegato 34 anni per trasformare il suo sogno in una maestosa realtà. Ispirandosi a culture lontane, dal lontano Oriente all’antico Egitto, ha raccolto materiali provenienti da decine di Paesi, conferendo al suo castello un’aura di mistero e magia. Naturalmente, all’inizio, il sindaco era perplesso e temeva che il rilascio di un permesso di costruire potesse essere rischioso, anche perché i lavori era già stati impostati. Ma gli accertamenti di legge e una dose libertaria – che attraversava la cultura degli anni Novanta, in Occidente – consentirono al primo cittadino di dare l’ok all’estroso costruttore, che non aveva esperienze nel campo dell’edilizia.

Per l’edificio ha acquisito vecchi mattoni, provenienti da demolizioni. Ha adattato, ha fatto adattare. Ha cercato. Per Halman, costruire e arredare il castello è diventata una vera e propria passione, un’ossessione che lo ha portato a viaggiare anche per per il mondo alla ricerca di tesori nascosti e dettagli unici. Ogni angolo dell’Olt Stoutenburght racconta una storia, con lampadari da Istanbul, balaustre da Libia e ornamenti da ogni dove. La sua biblioteca è un tesoro di conoscenza, mentre le sale ospitano personaggi fantastici e opere d’arte.

Ma cosa spinge un uomo senza esperienza nel campo dell’architettura a intraprendere un’impresa così titanica? Halman risponde con semplicità e saggezza: è la passione per il mondo fantastico, un’attrazione per l’irreale che ha alimentato il suo desiderio di creare qualcosa di straordinario.

L’Olt Stoutenburght è più di una semplice costruzione; è un’opera in continua evoluzione, un simbolo della ricerca della bellezza e della perfezione. Come la Sagrada Familia a Barcellona, il castello di Halman non sarà mai davvero finito, poiché la sua visione continua a prendere forma attraverso le mani dei suoi discendenti. Per la sua famiglia, il castello rappresenta non solo un monumento fisico, ma un legame con la storia e un ricordo di un uomo straordinario che ha osato sognare in grande.

Mentre i turisti affollano le sue porte per ammirare l’opera di una vita, Halman ride delle etichette di “pazzia” che talvolta gli vengono attribuite. Per lui, l’unico vero pazzo è colui che non osa sognare. Con le parole di Salvador Dalì, un’altra fonte di ispirazione per Halman, egli afferma: “L’unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo”. E forse, in questo spirito di creatività e determinazione, risiede la vera essenza della grandezza di Gerry Halman, il Signore del Castello. Figli e nipoti sono entusiasti. Il castello è oggetto di visite da parte di tanti curiosi. Qui si celebrano anche feste per matrimoni, in alcuni giorni dell’anno, proprio come in un antico maniero. Nel video, qui sotto, una visita completa.

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Maurizio Bernardelli Curuz
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