Le stilettate di Zana. Con Bosch. C’è un limite all’Elogio della Follia


La Nave dei folli è un dipinto a olio su tavola (57,9×32,6 cm) di Hieronymus Bosch, databile al 1494 circa e conservato nel Museo del Louvre di Parigi.
STILETTATE
di Tonino Zana
Balliamo sul Titanic, la nave affonda e noi siamo sulle spiagge e ai monti, rischiamo, veramente tanto, di perdere il valore di tutte le nostre cose, stipendi e pensioni, di diventare come i greci alcuni anni fa e abbiamo la forza di girarci da un’altra parte. Anzi, ieri si scommetteva se Draghi riconfermasse o meno le dimissioni, come alle corse dei cavalli, alla riffa, a una partita. I giovani fino ai 30 anni, più o meno, hanno tutte le ragioni – o no? – di rendersene conto e noi non rendiamo conto loro per non intristirli. Siamo sull’orlo di una catastrofe di tanti tipi e andiamo al mare.
Forse è la vita, forse è incoscienza, forse è coraggio. Forse è un minestrone di vita, coraggio, incoscienza e affidamento alla roulette, se esce il rosso o il nero, se il Titanic così grande, così musicale così reclamato vorrà mai puntare nell’abisso o rimanere a galla.
Ancora oggi si analizza quella tragedia e non si conoscono le cause del disastro. Noi siamo sul Titanic, conosciamo le cause, dalla a alla zeta del possibile disastro e non ci muoviamo.
Cosa dovremmo fare, mi direte voi quattro.
Questo: pagate il conto in albergo, alla pensione, alla casa in affitto, trovatevi entro 24 ore al cavalcavia Kennedy, Brescia, ce n’è solo uno, martedi alle 9 e insieme tutti insieme, con i propri mezzi viaggiamo verso Roma, finiamo davanti al Parlamento, e diciamo a tutti i parlamentari di non uscire se non avranno garantito la durata del governo. Prenderemo i loro nomi e cognomi e se accadrà il contrario, se Draghi andrà a casa noi, 10 ore al giorno, lavoreremo in ogni contrada d’Italia a dire che tizio caio sempronio, di qualsiasi partito c’erano e hanno partecipato all’inabissamento del Titainc.
Non basta, non ci credete?
Allora affondiamo. Io alle 9 sono sul cavalcavia Kennedy. Brescia. Avrò in mano una bandierina dell’Italia e sarò sul marciapiede destro per scende alla città.

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Maurizio Bernardelli Curuz
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