Madonna del Granduca di Raffaello. Le figure erano circondate da un paesaggio che fu coperto di nero

Dal mutamento dell'inquadratura, rilevata dalle discrepanze tra disegno e opera finita, alla cancellazione del fondo paesaggistico, molto probabilmente compiuto dopo la morte del pittore - forse in epoca barocca - per evitare elementi di "distrazione" del fruitore, chiamato a concentrarsi esclusivamente sulle due figure

RIPENSAMENTI D’ARTISTA è un’interessante rubrica ideata dal Mic, il Ministero per la cultura. “Bisogna riconoscere che in questi anni Franceschini ha fatto registrare un cambiamento di passo, nell’ambito della gestione culturale italiana – da sempre molto rigida e paludata – con diverse sperimentazioni e con iniziative finalizzate a una miglior comunicazione dei musei. In tal senso si inserisce anche l’iniziativa “Ripensamenti” che indica i cambiamenti avvenuti in celebri opere artistiche o letterarie.
Il Caso della settimana è quello della Madonna del Granduca, opera di Raffaello.

“La Galleria Palatina delle Gallerie degli Uffizi – spiega il Mic – conserva la “Madonna del Granduca” di Raffaello, un’opera che è frutto di un “ripensamento” che portò l’artista a modificare il dipinto.
Il disegno preparatorio mostra come, prima di giungere alla soluzione pittorica definitiva, Raffaello prese in considerazione diverse possibilità: ad esempio, in un primo momento, la Vergine e il Bambino vennero inquadrati in un paesaggio all’interno di una cornice inizialmente circolare, poi ovale.
Inoltre, grazie agli esami radiografici, è stato rivelato come sotto il colore nero che avvolge le figure fosse presente uno sfondo architettonico che serviva ad accentuare il tono domestico dell’immagine. È probabile che l’opera, in un momento successivo alla sua esecuzione, sia stata modificata con lo sfondo scuro per soddisfare le nuove esigenze dettate da un cambiamento di gusto”.

“Ripensamenti d’artista” – come dicevamo – è la campagna del MiC che racconta i segreti che si celano sotto gli strati pittorici di alcuni dei più celebri capolavori custoditi nei musei statali, scoperti grazie alle più avanzate tecniche di indagine analitiche e diagnostiche applicabili alle opere d’arte. Ma la campagna racconta anche i ripensamenti dietro i “capolavori di carta”: segni a matita, cancellature, scarabocchi e note a margine, tutti ben evidenti sui fogli di lavoro di scrittori e poeti.
Questi ripensamenti hanno contribuito a scrivere la storia di alcuni celebri capolavori custoditi nei nostri musei, biblioteche, parchi archeologici, archivi e altri luoghi della cultura. Modifiche che hanno ridefinito un dettaglio, una forma o un’espressione e che hanno permesso ad artisti e scrittori di portare a compimento la loro opera così come oggi la vediamo, e agli studiosi di ricostruire al meglio i processi creativi delle maestre e dei maestri dell’arte e della letteratura italiana.
Nell’immagine il disegno preparatorio e la radiografia dell’opera.
Scopri tutti i ripensamenti d’artista su www.cultura.gov.it/ripensamentidartista
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Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz