Mostre | Milleuna fibbia, dal Settecento alla Dolce Vita: una storia “fibolosa”

[I]l Museo del Bijou di Casalmaggiore (CR) si trasforma in un campo di battaglia di stile, un’arena di moda storica con protagonisti d’eccezione: le fibbie. Sì, avete letto bene, quelle piccole ma poderose spille di gioielleria funzionale.

Dal 28 ottobre 2023 al 17 marzo 2024, il Museo del Bijou ospita la mostra curata da Bianca Cappello e Samuele Magri, esperti nel tessere la storia affascinante di questi affascinanti oggetti di ornamento e praticità.

Fibbia in ottone dorato e smalto – Germania collezione Pennasilico, foto Michele Zanin

La selezione di fibbie esposte è vasta e spazia dall’eleganza senza tempo delle fibbie rococò per scarpe del Settecento, alle forme audaci e geometriche delle fibbie in bachelite degli anni ’20,  è un viaggio attraverso il tempo, guidato dalla fibbia, il nostro inaspettato compagno di moda.

Letizia Frigerio, il conservatore del museo, ci svela che queste fibbie hanno attraversato epoche e mode, adattandosi a ogni cambiamento e restando saldamente al centro della scena moda.

La storia della fibbia è racchiusa in una collezione tra le più importanti al mondo, quella di Enrico e Paola Pennasilico, cui si aggiungono i pezzi del museo stesso.

Informazioni generali

Museo del Bijou Via Porzio 9, 26041 Casalmaggiore (CR) – nel centro storico, a pochi passi dalla centrale Piazza Garibaldi. Tel: 0375 284424; e-mail museodelbijou@gmail.com. È aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; domenica e festivi dalle 15 alle 19.

www.museodelbijou.it

Fibbia 1900 ottone argentato
collezione Pennasilic
o, foto Michele Zanin
Fibbia in ottone dorato con serpenti a doppio battente
inizio XX secolo
collezione Pennasilico, foto Michele
Zanin
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Redazione
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Stile Arte è una pubblicazione che si occupa di arte e di archeologia, con cronache approfondite o studi autonomi. E' stata fondata nel 1995 da Maurizio Bernardelli Curuz, prima come pubblicazione cartacea, poi, dal 2012, come portale on line. E' registrata al Tribunale di Brescia, secondo la legge italiana sulla stampa