Sentieri fiabeschi. Gli artisti risvegliano gli spiriti della montagna, imprigionandone luci e voci

Intitolata Pupille, la seconda edizione di Sentieri d’Arte di Cortina d'Ampezzo, si ispira al ricco patrimonio di leggende e fiabe connesse alla storia delle Dolomiti. Un percorso tra installazioni molto intense e poetiche, che creano un'eco suggestiva nell'anima

Intitolata Pupille, la seconda edizione di Sentieri d’Arte di Cortina d’Ampezzo si ispira al ricco patrimonio di leggende e fiabe connesse alla storia delle Dolomiti. Un percorso tra installazioni molto intense e poetiche, che creano un’eco suggestiva nell’anima. La mostra è a cura di Fulvio Chimento e Carlotta Minarelli. E’ organizzata dall’Associazione Controcorrente con il patrocinio del Comune di Cortina e in collaborazione con Regole d’Ampezzo e Liceo Artistico di Cortina. Il Progetto grafico e supporto di Quiqueg agenzia creativa (Milano). Le installazioni o sculture resteranno poi nel luogo in cui sono collocate.

Alessandro Ferri, Albero magico, foto di Rolando Paolo Guerzoni per Associazione Controcorrente

Il percorso di Pupille esplora la genesi della letteratura fantastica, nata per esorcizzare paure, misurarsi con l’ignoto, sovvertire schemi e formule precostituite, ricercare valori e principi che possano guidare l’essere umano nelle avventure della vita. Il titolo della mostra si collega infatti al desiderio di andare oltre ciò che è razionale e trovare significati nascosti e più profondi.
Cuoghi-Corsello, Schifio braciere, 2021, foto di Rolando Paolo Guerzoni per Associazione Controcorrente

“Il termine pupille deriva dal latino pupa, “bambola”, per la piccola immagine che si vede riflessa all’interno dell’occhio. – spiegano i responsabili dell’associazione Controcorrente di Cortina d’Ampezzo – Le pupille costituiscono il medium tra mondo esteriore e interiore: riflettono e immagazzinano, come uno specchio, tutto ciò su cui il nostro sguardo si posa. Per questo, sono la chiave del nostro inconscio. In questo contesto, l’artista con il suo sguardo primigenio, limpido e indagatore, ha la capacità di scorgere ciò che sta dietro la realtà in divenire e di reinterpretarlo attraverso l’arte”.
Cuoghi-Corsello, Goccia, foto di Rolando Paolo Guerzoni per Associazione controcorrente

Il luogo
Pupille si svolge lungo il sentiero di Pian de Ra Spines, un percorso panoramico che costeggia il torrente Boite, offrendo splendide vedute sui monti Cristallo e Pomagagnon. Superato il Camping Olympia, il visitatore si imbatterà nelle installazioni realizzate dagli studenti del Liceo Artistico di Cortina e, successivamente, incontrerà le opere degli artisti.
Tutte le opere sono state realizzate appositamente per essere collocate nei boschi attraversati dal sentiero, con l’intento di creare un percorso onirico in grado di coinvolgere i sensi e di interagire con la dimensione sinestetica del pubblico.
In questa ambientazione fantastica e stimolante, il visitatore di ogni età potrà ritrovare la propria dimensione legata all’infanzia.

Benni-Bosetto. Reincarnazione, foto di Rolando Paolo Guerzoni per Associazione controcorrente

Gli Artisti
Benni Bosetto
MILANO, 1987
Benni Bosetto utilizza l’installazione sonora per diffondere nell’ambiente un canto a cappella, che ha la funzione di avvicinare il pubblico, e interviene anche con il disegno a matita sui tronchi di alcuni alberi disposti lungo il percorso.

Cuoghi-Corsello
SERMIDE, 1965; BOLOGNA, 1964
Il duo Cuoghi Corsello propone una serie di installazioni ispirate a un sorprendente immaginario fiabesco: per osservarle il fruitore sarà spinto ad abbandonare in alcuni tratti il sentiero principale, e si troverà completamente immerso in una dimensione naturale.

Alessandro Ferri
BOLOGNA, 1975
Dado (Alessandro Ferri) dipinge con il colore oro uno degli alberi che danno forma al bosco con la finalità di coniugare la sfera fantastica del mondo delle fiabe con quella reale. L’albero abbattuto dalla neve è stato dipinto e installato in un’area adiacente a quella natia, trovando in questo modo una nuova collocazione.

Maurizio Mercuri
FABRIANO, 1965
Maurizio Mercuri si lascia ispirare da una nota leggenda legata alle Dolomiti, che illustra l’enrosadira: fenomeno apparentemente magico, che si ripete ogni giorno in coincidenza dell’alba e del tramonto, quando i raggi del sole accarezzano le cime delle Dolomiti, colorandole di rosa.

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Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz