Le firme dei pittori

Quando e perché i pittori iniziarono a firmare le proprie opere per vendere la propria firma. Claude Monet e la sua grafia

Nell'Ottocento l'artista si trova a produrre in modo nuovo. Nei secoli precedenti, in genere, il pittore dipingeva secondo un contratto di committenza e legava la propria opera all'esigenza del cliente. Nell'Ottocento si assiste, invece, soprattutto nella cosiddetta pittura di cavalletto, a una produzione di tele dipinte che prescinde dalla domanda di mercato, ma che tende a creare una griffe,a imporla. E' materiale che non viene ordinato, ma viene prodotto, precedendo il desiderio d'aquisto dell'acquirente, come avviene in una fabbrica. Si creano così atelier-magazzino, si molpiplicano le mostre personali, mentre i Salon mantengono una connotazione fortemente permeata dall'accademia, che trasformava ogni grande mostra, sempre collettiva, in una sorta di concorso tra gli artisti, ai quali venivano poi assegnati lavori, come nell'Ancien régime
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Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati
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VALORE QUADRI E D’OGNI OGGETTO – Qui gratis valutazioni e stime, quotazioni, coefficienti

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Allegoria del nome – Quando gli artisti si firmavano dipingendo animali o rebus

Boselli era uso firmarsi “Felix”, traduzione latina del proprio nome di battesimo. Giocando con l’analogia di questo termine con la parola “felino”, egli si divertiva sovente ad inserire nelle sue opere gatti, quasi fossero una seconda firma. Ecco dunque spuntare, sotto i tavoli, furbi musetti pronti ad avventarsi sulla cacciagione, o a puntare una fila di gustose salsicce
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Autoritratti antichi con spot pubblicitari. La promozione del mercato nell'arte

Ecco in che modo gli artisti del XVII secolo riuscivano a promuovere il proprio lavoro. L’intervento passava attraverso la realizzazione di autoritratti, dove veniva inserito il genere dei dipinti rispetto ai quali erano specializzati
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Perchè la firma di Klimt risulta così elegante? Essa è inserita in un rettangolo aureo

Mentre Monet certifica la propria produzione attraverso una firma autografa, posta alla base del quadro, come in calce a una lettera, utilizzando un insieme dalla stesura piuttosto rapida che la rende simile a un autografo, Gustav Klimt utilizza quello che potremmo definire come marchio grafico, contenente il proprio nome e cognome. L'analisi che abbiamo compiuto sulle firme di Klimt, hanno permesso di evidenziare i motivi per i quali, al di là della scelta secessionista della grazia floreale delle lettere,nate dalla trasformazione delle lettere classiche in segmenti decorativi,risiede in una scelta impaginativa del marchio che si basa essenzialmente sulla forma elegantissima del rettango aureo, una figura piana che si sviluppa dall'individuazione del segmento aureo, base di ogni costruzione classica e classicista.
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Bernard Aubertin – Quotazioni gratis, l’intervista, i periodi, l’autobiografia. Concerto per fiamma e materia

Bernard Aubertin cerca l’energia pura con l’uso scientifico del fuoco e i dipinti monocromi. L’artista francese racconta a Stile l’incontro con Klein, la filosofia del Gruppo Zero, la contrarietà all’arte-video ed il significato d’un percorso che esclude la soggettività
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Giuseppe De Nittis quotazioni gratis – Storia, firme, opere e video

Nel 1867 vi è per lui la svolta che muta in modo radicale la sua carriera e che gli permette di raggiungere l’internazionalità artistica: il trasferimento a Parigi, in quella Parigi in cui di lì a poco avrebbe preso i prorompenti toni pittorici dell’Impressionismo. De Nittis infatti espone alcune opere proprio nella celeberrima mostra del 1874, tenutasi nello studio del fotografo Nadar al fianco di Monet, Manet, Sisley, Pissarro, Morisot, Degas, Cézanne e Renoir
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Oscar Di Prata – Le diverse firme autografe dei dipinti originali

Proponiamo al lettore e al collezionista le firme di Oscar Di Prata, certamente autografe in quanto isolate in dipinti che provengono dal suo studio. Le caratteristiche grafiche evolvono, anche se bisogna tener conto del fatto che è possibile trovare quadri di un periodo che furono firmati successivamente dal pittore, prima che l'opera lasciasse lo studio.
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