“Cos’è questa cosa di cuoio?”. Nuova scoperta romana degli archeologi ai piedi del Vallo di Adriano

Un reperto che suscita grande curiosità è stato trovato nelle ore scorse nello strato archeologico anaerobico del Vallo di Adriano, non lontano dal forte di Vindolanda. L’oggetto era coperto dalla torba e per questo si è conservato per circa 1800 anni.

Il calzare di cuoio è di notevoli dimensioni.

Fu presumibilmente scartato da un legionario o da un operaio impegnato nei restauri e nella manutenzione dell’opera difensiva romana, che proteggeva la Britannia dalle bellicose popolazioni del Nord, lunga più di cento chilometri e dotata di numerosi forti e torri, interconnessi dal muro sul quale si poteva camminare e tener d’occhio palmo per palmo, il confine.

La calzatura, che deve ancora essere lavata – e che forse comunicherà dati maggiori – si è conservata grazie al terreno torboso.

La torba – che contiene sostanze antibatteriche – e la mancanza d’aria hanno evitato al calzare fenomeni putrefattivi. Gli archeologi hanno trovato resti di altre scarpe, nei giorni scorsi. Evidentemente i rifiuti venivano gettati in una buca e sepolti.

La mancanza della parte superiore del calzare potrebbe essere stata causata da una rottura del cuoio della scarpa stessa, durante il suo utilizzo. Spezzati i lacci, a causa dell’usura, essa diventò inservibile e fu scartata.

Non lontano dal luogo del ritrovamento, durante questa stessa campagna di scavo, gli archeologi inglesi e i volontari, hanno trovato resti di cremazione umana probabilmente riferibili alla manodopera impegnata in attività di servizio e di supporto alla manutenzione del muro.

E’ stata la mancanza di depositi votivi e la sommarietà delle sepolture a indurre a pensare che, al di qua del vallo, quindi in una zona protetta, fossero stati sepolti i resti cremati di persone che godevano di pochi diritti e di scarsa considerazione. Era di un militare o di un robusto operaio che lavorava in questo tratto dell’enorme cinta la scarpa trovata ora, durante gli scavi?

Nel museo del forte romano di Vindolanda, sono conservate numerose scarpe trovate soprattutto nell’area del forte stesso. Incuriosiscono, in particolare eleganti scarpe da donna – perfettamente conservate, comq uesta, qui sotto, nella fotografia – e da bambino.

Nel forte esisteva anche la presenza di famiglie, quelle degli alti ufficiali.

Sulpicia Lepidina, moglie di Flavio Cerialis, comandante del forte di Vindolanda, ricevette proprio nel forte una lettera di invito alla festa di compleanno da parte di una cara amica – a lei legata da un rapporto sororale – o di una sorella – ma i cognomi non collimano – o di una cugina. La tavoletta si è conservata ed è esposta a Vindolanda.

La mittente era Claudia Severa. Era nata l’11 settembre del I secolo e doveva essere piuttosto giovane. Aveva avuto un bambino – probabilmente il primo – pochi anni prima. La lettera fu inviata tra il 97 e il 105 d.C.

Claudia era una donna romana di cultura, moglie di Elio Brocco, comandante di un forte romano non identificato vicino a Vindolanda. È particolarmente celebre per aver scritto questo invito di compleanno intorno al 100 d.C. a Sulpicia Lepidina, moglie di Flavio Cerialis. La lettera, scritta con inchiostro su una sottile tavoletta di legno, è stato scoperto negli anni ’70 ed è oggi uno dei reperti più famosi delle Tavolette di Vindolanda, conservate al British Museum.

La prima parte della lettera è stata scritta in stile formale con grafia professionale, evidentemente da uno scriba, sotto dettatura; le ultime quattro righe sono aggiunte con una grafia diversa, ritenuta quella di Claudia, con quella che pare una citazione da Virgilio.

Le parole si sono conservate grazie al terreno anaerobico e a un inchiostro che conteneva una sorta di vernicetta protettiva.

“Claudia Severa manda i suoi saluti a Lepidina. – è scritto nella lettera, su tavoletta di legno – L’11 settembre, sorella, nel giorno della festa del mio compleanno, ti invito calorosamente a fare in modo che tu venga da noi, per rendermi la giornata più piacevole con il tuo arrivo, se sei presente (in questi giorni, dalle nostre parti ndr) . Porta i miei saluti al tuo Ceriale. Il mio Elio e il mio figlioletto gli mandano i loro saluti. Ti aspetto, sorella. Addio, sorella, anima mia carissima, spero che tutto mi sia prospero, e ti saluto”.

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Stile Arte è una pubblicazione che si occupa di arte e di archeologia, con cronache approfondite o studi autonomi. E' stata fondata nel 1995 da Maurizio Bernardelli Curuz, prima come pubblicazione cartacea, poi, dal 2012, come portale on line. E' registrata al Tribunale di Brescia, secondo la legge italiana sulla stampa