Le stilettate di Zana. Con Francesco Bassano. L’incomprensibile abbandono delle campagne

Ho visitato sei cascine nella profonda pianura centrale e orientale della Bassa. Le cascine sono vuote, ci abita un guardiano, in cambio della guardiania non paga l'affitto e tiene a bada il nulla di un'aia morta e di un fienile con la vita di una sfinge

STILETTATE
diTonino Zana
Ho visitato sei cascine nella profonda pianura centrale e orientale della Bassa. Le cascine sono vuote, ci abita un guardiano, in cambio della guardiania non paga l’affitto e tiene a bada il nulla di un’aia morta e di un fienile con la vita di una sfinge.
Stalle, porcili, orti, pollai ricchi di polvere e di odori insopportabili. Il cielo dorme su queste vite morte. Soltanto una cascina, 30 vacche da carne rossa, 30 ettari, 9 ante di cascina, un pollaio di 10 galline e un orto colmo di verdure resiste al confine col Mantovano. Il fiume Chiese scorre a due chilometri di distanza, forse qui è nato Virgilio, “Mantua me genuit”, le sue Egloghe e le sue Georgiche ripudierebbero questo silenzio mortale.
Trattiamo di volumi secchi e non estenuati, vi abiterebbero migliaia di persone. Penso alle metropoli stanche di affitti onerosi, di baraonde insopportabili e non mi dispiace credere a un ritorno di comunità andate vie, dei loro figli sulle tracce dell’esodo paterno. Gli ex extracomunitari, ora italiani di seconda e terza generazione cominciano a chiedere quanto costa l’aia e l’impressione si rivolge alla teoria sacrosanta di vuoti finalmente riempiti. Ho visto una specie di quasi paese con capannoni, cascine allo sbando, rogge non ferme in cui vivevano 15 anni fa mille tori speciali. Ora, nulla. Direttore, hai presente un villaggio western, abbandonato con il vento che gioca con rotoli di paglia? Ecco, là in fondo, potrebbe spuntare Clint Eastwood – si scrive così? – con mezzo toscano in bocca e un altro vuoto di futuro, pronto ad abitare qualsiasi posto. Clint, se bussi, sentirai un avanti grande così.

Condividi l'articolo su:
Maurizio Bernardelli Curuz
Maurizio Bernardelli Curuz