Le stilettate di Zana. Con le Nozze del Veronese. Gli imbarazzi (nascosti) nelle nostre famiglie allargate

Piacersi e per forza, sorridere su riti importati dall'Atlantico, definirsi tristemente compagni per l'assenza di un nuovo vocabolo, di un'altra parola che congiunga poichè le altre, quelle vere, sono state dissipate, via, è una vergogna complessiva, degli uni e degli altri

Le Nozze di Cana è un dipinto di Paolo Caliari detto il Veronese, realizzato 1563 e custodito al Louvre di Parigi.
E’ un’opera di grandi dimensioni: 666×990 centimetri
STILETTATE
di Tonino Zana
Le famiglie allargate, le feste in tanti, tutti parenti e tutti sparentati, perfino i doni alla nuova compagna del tuo ex marito, le vacanze insieme, la nurse condivisa, matrimoni e funerali condivisi. Che pietà non riusciamo più a farci, connazionali italiani, che pena! Non ci compatiamo, non ci pentiamo, non ci ravvediamo e dunque avanziamo all’allargamento. Per esempio: io non so sei i figli del mio ex cognato, che adoro, siano ancora miei nipoti eppure loro mi chiamano zio ed io sono contento. E dovranno pure chiamare zio il muovo compagno della mia ex moglie, o no?
Non saranno confusi, forse, parteciperanno a un’altra stagione di vita, ma a me pare tutto così scombinato e così fuori ordine, appunto, inelegante.
Non discuto le scelte, discuto lo stile, la importanza di evitare imbarazzi, quando è possibile. Per il resto, con stile, ognuno libero, ognuno padrone a casa sua e tanto di cappello.
Ma piacersi e per forza, sorridere su riti importati dall’Atlantico, definirsi tristemente compagni per l’assenza di un nuovo vocabolo, di un’altra parola che congiunga poichè le altre, quelle vere, sono state dissipate, via, è una vergogna complessiva, degli uni e degli altri.
Proposta: non chiamiamoli compagni e compagne chiamiamoli consorti e consorte, dal latino, dividono la stessa sorte e vale per il primo e per il centesimo matrimonio e tutti figli di quel povero Cristo sceso dalla Croce. E di noi poveri cristi che ne combiniamo di tutti i colori.

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Maurizio Bernardelli Curuz
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